| Caratteristiche botaniche |
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L’olivo coltivato appartiene al genere Olea, specie europea, sottospecie sativa; esso si distingue dall’oleastro, Olea europea oleaster, a cui appartengono gli olivi selvatici detti olivastri e oleastri che si caratterizzano per avere frutti e foglie molto piccoli, rami spinescenti. E’ una pianta sempreverde, con uno o più tronchi, mentre la chioma varia in funzione della forma di allevamento, il suo ciclo vegetativo dipende dalle condizioni climatiche tipiche della zona di coltivazione. L’olivo è una specie ad accrescimento basitono e quindi con prevalente sviluppo delle ramificazioni basali e mediane rispetto a quelle apicali. La pianta assume dimensioni diverse a seconda delle cultivar e delle condizioni pedoclimatiche in cui è coltivata, con un’altezza variabile dai 2,5 m fino ai 15 m. E’ una specie molto longeva grazie alla capacità di autorigenerazione attraverso l’emissione di germogli (polloni) dal colletto che assicurano una plurisecolare sopravvivenza della pianta. E’ inoltre particolarmente rustica, resistente alle temperature elevate, agli stress idrici, alla salinità, ai terreni argillosi .
Acqua 50-70% Lipidi 6-30% Proteine 1-3% Fibre 1-4% Ceneri 0,6-1% Altre componenti 10% Il composto che determina il caratteristico sapore amaro dei frutti è un glucoside detto “oleuropeina” che può essere eliminato completamente per idrolisi alcalina, per fermentazione in salamoia, con sale secco. |





















