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AZIONI PREVISTE DAL PROGRAMMA UNAPROL ED ESPLETATE DA ASPROL-Sicilia

Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura, basate su criteri ambientali adatti alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e la sorveglianza della loro applicazione pratica.

Progetti di dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell'ambiente e al mantenimento del paesaggio.

 

Nell’ambito del Reg. 867/08, gli interventi proposti ad esclusivo scopo dimostrativo, rientrano nell'azione 2 ”Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura”:

misura D “Dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell’ambiente e al mantenimento del paesaggio”.

misura B “Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura, basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e la sorveglianza”

 

 

MISURA – 2.d

Dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell'ambiente e al mantenimento del paesaggio

 

Nell'ambito della misura 2.D gli aspetti trattati dal punto di vista agronomico, si sono tradotti nella necessità di definire modelli produttivi che, ben si adattino all’elevata variabilità ambientale e genetica delle diverse zone di produzione.

Tali modelli produttivi, oltre alla valorizzazione delle prerogative varietali e di qualità del prodotto, devono essere anche in grado di conciliare la salvaguardia della biodiversità e dell’impatto ambientale.

Il progetto prevede la selezione di alcuni oliveti individuati come “impianti guida” per ampie macroaree ove poter effettuare l’ottimizzazione del processo produttivo anche attraverso il monitoraggio degli indicatori relativi alle condizioni fisiologiche dell’albero e del frutto per le diverse varietà.

Nei diversi oliveti “considerati rappresentativi”, viene studiato l’impatto delle suddette pratiche viste in relazione al miglioramento dell’impatto ambientale, della qualità del prodotto e della produttività degli impianti.

Le informazioni riguardanti la corretta gestione colturale e l’impiego di mezzi tecnici alternativi nelle diverse realtà produttive sono trasmesse ai produttori attraverso opportuni eventi dimostrativi mediante azioni di divulgazione e formazione.

I modelli olivicoli presi a riferimento sono i seguenti:

oliveti tradizionali di almeno 150 piante/ha, di età non superiore a 50 anni, in condizioni di ottima vocazionalità climatica per qualità e quantità della produzione, giacitura del suolo idonea per la meccanizzazione delle pratiche colturali, di cultivar italiane diffuse nelle aree di riferimento.

Le azioni si concentrano sui seguenti aspetti:

1.valutazione della disponibilità idrica e corretta gestione del suolo;

2.interazione tra carico dei frutti, stato idrico dell’albero e andamento della maturazione del frutto nelle diverse varietà  di rilevante interesse produttivo;

3.gestione del suolo, della chioma e dei residui di potatura, e meccanizzazione delle pratiche colturali di rilevante impatto sull’ambiente e sulla qualità delle produzioni;

4.concimazioni, difesa fitosanitaria e qualità del prodotto;

 

Nella fase preliminare del progetto si è provveduto all'individuazione dei comprensori e dei potenziali interventi, attraverso l’analisi documentale e cartografica.

Mediante sopralluoghi ricognitivi sono state individuate le aree particolarmente interessanti in rapporto alla salvaguardia dell'ambiente e al mantenimento del paesaggio ed alla diffusione di tecniche di coltivazione di raccolta e trasformazione a basso impatto ambientale.

Gli interventi vengono documentati dalla relazione tecnica, planimetria aziendale con ubicazione degli interventi e report fotografico relativo alla situazione esistente. Le aziende selezionate sono soggetti a sopralluoghi di verifica di corretta applicazione dei modelli produttivi  studiati a carattere dimostrativo, verificando la corretta esecuzione delle opere.

 

Nell’ambito delle prove dimostrative volte a individuare e verificare sistemi sostenibili con la tutela ambientale e le esigenze di salute alimentare, particolare attenzione è stata data alla scelta delle aziende olivicole e ai successivi campi prova.

Le aziende olivicole sono state selezionate secondo le seguenti caratteristiche:

commercializzazione del prodotto attraverso l’organizzazione dei produttori o che  intendono avviare la commercializzazione;

coinvolte nelle filiere certificate ai sensi della norma UNI 10939/01  ora  UNI EN ISO 22005;

hanno ottenuto per le proprie produzioni una certificazione comunitaria (Dop, Igp, Bio, Lotta integrata);

sono coinvolte nelle altre misure del Reg. CE n. 867/08;

che non aderiscono ad altri programmi di alte organizzazioni ed ai Piani di Sviluppo Rurale delle regioni di appartenenza per analoga misura.

Sono state selezionate complessivamente 273 aziende olivicole all'interno della Provincia Regionale di Agrigento, ricadenti in venti comuni, interessando oliveti sia nell'area costiera, sia nell'entroterra ad andamento orografico prevalentemente collinare.

Nella scelta del campo prova per ogni singola azienda, si è cercato di considerare quelle cultivar tipiche e le condizioni pedologiche comunque più diffuse e rappresentative del territorio agrigentino, in modo da rendere i risultati del progetto utili e trasferibili ad un gran numero di olivicoltori presenti nel territorio.

 

Nei comprensori agricoli della Sicilia meridionale vocati all’olivicoltura specializzata, la riduzione degli allevamenti zootecnici e l’uso eccessivo di concimi chimici a provocato nel tempo, l’abbandono della concimazione organica a base di letame. Questo ha comportato inevitabilmente la perdita di fertilità dei suoli nei suoi aspetti chimici e fisici (struttura).

A questo si aggiunge l’uso talvolta indiscriminato di pesticidi di origine chimica che hanno ridotto notevolmente la presenza e l'azione gli insetti utili.

L’obiettivo che ci si prefigge attraverso il progetto, che prevede azioni dimostrative, è l’utilizzo di concimi organici e anticrittogamici rameici, sostenibili con le esigenze di tutela ambientale e della salute alimentare e l'individuazione metodi di lotta alternativi, contro la mosca dell'olivo.

I metodi scelti dovranno  garantire sia una buona qualità dell’olio d’oliva, sia la tutela ambientale dell’area di coltivazione, in perfetta sinergia con i programmi comunitari sulla riduzione dell’impatto ambientale derivante dall’attività agricola.

In olivicoltura, gli interventi fitoiatrici più frequenti sono rivolti al contenimento delle infestazioni di Bactrocera oleae, la mosca dell’olivo.

In Sicilia, gli attacchi della mosca generalmente si manifestano da giugno ad ottobre con una maggiore intensità nei periodi caratterizzati da temperature miti. Gli attacchi anticipati della mosca, attraverso l'ovideposizione e la successiva formazione larvale, causano la cascola precoce delle drupe; gli attacchi tardivi sono meno dannosi ma, possono influire sulla qualità dell’olio.

Aumento dell’acidità dell’olio, riduzione del contenuto in polifenoli, aumento del numero dei perossidi sono alterazioni biochimiche particolarmente riconducibili alla presenza di stadi larvali e/o di gallerie di mosca all’interno dei frutti raccolti.

E’ necessario quindi programmare con attenzione gli interventi fitoiatrici in campo, avendo cura di rispettare gli intervalli di sicurezza dei prodotti impiegati e di evitare che la distribuzione di prodotti fitosanitari interferisca con l’epoca ottimale di raccolta.

La tendenza ad anticipare la raccolta delle drupe per non disperdere il patrimonio di sostanze aromatiche che caratterizzano ogni singola varietà è sempre più diffusa nelle produzioni olivicole di qualità.

Le esigenze appena suddette, sono parte degli aspetti tecnici che l’olivicoltore deve valutare nello scegliere i mezzi e le modalità idonee a contrastare e prevenire i fattori che ostacolano l’ottenimento di un prodotto qualitativamente eccellente.

Pertanto, l’obiettivo che ci si prefigge attraverso il progetto è l’individuazione di metodi di lotta alternativi contro la mosca dell’olivo e preventivi.

È di fondamentale importanza creare condizioni per limitare al massimo la presenza, lo sviluppo e quindi la dannosità della mosca dell’olivo. Pertanto, si cercherà di raggiungere questo obiettivo ricorrendo, ad interventi preventivi accompagnati da tecniche di monitoraggio, campionamento e diagnosi.

 

Alla luce di quanto detto sopra sono state selezionate le aziende, coinvolte nella realizzazione di un campo dimostrativo volto a comprovare l’efficacia produttiva e di difesa rispettivamente della concimazione organica, dell’anticrittogamico rameico, del monitoraggio della mosca olearia attraverso le Bac Trap, il controllo della mosca olearia attraverso il caolino e le Tap trap.

 

 

Per la concimazione organica, nei programmi dimostrativi proposti, si utilizzerà un concime organico granulare con titolo NP 8-6. Prodotto biologico  distribuito dal produttore, manualmente per singola pianta (circa 1.5 kg per pianta)

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oppure sull’intera superficie olivetata (da 7 a10 kg ha)

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Nei programmi di difesa verranno distribuiti alle aziende aderenti alla misura 2D prodotti a base di rame, con lo scopo di controllare le infestazioni di occhio di pavone e margaronia.

Trattasi di:

anticrittogamico rameico a granuli idrodisperdibili a base di rame solfato neutralizzato con calce idrata. Da distribuire mediante irroratrice a volume normale impiegando 1000 lt di acqua per ettaro.

Polvere essiccata in polvere preparata con procedimento industriale è formulata in polvere bagnabile pronta per l’uso. S’impiega sopsendendola direttamente in acqua senza aggiunta di calece: gr 1000-1500/hl d’acqua.

 

Per il controllo della mosca, nei programmi dimostrativi proposti, si utilizzerà: il caolino, repellente alternativo anche al rame: prodotto derivato da roccia, non è un metodo propriamente adulticida, ma solo preventivo, per una superficie di ha 1.00.00; le tap trap, strumento che permette di trasformare qualsiasi bottiglia dell'acqua in plastica in una semplice ma efficace e micidiale trappola cromotropica alimentare per la cattura massiva di insetti volanti nocivi, per una superficie di circa ha 0.50.00.

foto_3_caolino

foto_4_tap_trap_

 

Inoltre, per tutte le aziende inserite nella misura 2D verrà monitorata la popolazione della mosca olearia attraverso l’uso di trappole a feromone, le Bac Trap, per una superficie di circa ha 1.00.00.

foto_5_bac_trap

Il campo prova selezionato per ciascuna azienda, si presenta omogeneo per età e sviluppo delle piante, esposizione, altitudine, nonché per caratteristiche pedoclimatiche.

Particolare  attenzione è stata data ai dati pregressi dell’oliveto: corretta gestione agronomica dell’oliveto, concimazione, irrigazione, attacchi invasivi dell’insetto e danni manifesti, attrezzature idonee (atomizzatore nel caso di trattamento con caolino).

Condizione indispensabile per la selezione delle aziende è stata la presenza di drupe in una percentuale di frutti superiore al 70% delle produzioni espresse in passato.

 

Il campo prova realizzato con Tap trap e caolino è limitrofo all’oliveto monitorato con Bac Trap, per confrontare la presenza dell’insetto e il suo potenziale danno.

 

Installazione di Bac Trap

Per il monitoraggio della mosca si provvederà all’istallazione di trappole a feromone (BACTRAP) costituite da una capannina in plastica; nella parte inferiore della capannina la presenza di colla favorisce la cattura degli insetti, attratti da un feromone sessuale. Il feromone sessuale attrae esclusivamente i maschi.

Sono state coinvolte n° 273 aziende olivicole ricadenti in venti comuni circa.

 

Trattamento con caolino

Il caolino è un prodotto naturale di origine minerale. Si tratta di una argilla di silicato di alluminio che crea un film sui tessuti vegetali, con particelle minerali chimicamente inerti.

In agricoltura viene utilizzato come rinfrescante e antitraspirante per proteggere le piante dallo stress da calore e dalle bruciature causate dal sole. Si deposita sulle superfici trattate sotto forma di sottile pellicola protettiva, e quindi contrasta i parassiti nella deposizione delle uova sui frutti. L’utilizzo del caolino è consentito in agricoltura biologica.

Sono state coinvolte n° 18 aziende olivicole ricadenti nei comuni di: Sciacca, Caltabellotta, Favara, Ribera, Menfi, Bivona, Burgio, Sambuca di Sicilia, Aragona, Palma di Montechiaro.

 

Installazione di Tap Trap

L’uso dei tappi trappola è un ottimo sistema utilizzato nella difesa dagli insetti nocivi volanti nelle coltivazioni arboree è la costruzione di biotrappole alimentari, usufruendo delle bottiglie in plastica dell’acqua contenenti sostanze attrattive naturali preparate in casa, che possono variare in relazione all’insetto da catturare. Importante se non indispensabile aiuto nel controllo delle popolazioni insettivore, impiegate in campo dall’inizio alla fine della stagione vegetativa.

Il colore giallo del tappo non è che il primo motivo di attrazione per l’insetto che, dopo essersi avvicinato e aver percepito l’odore dell’esca alimentare viene inesorabilmente attratto e intrappolato all’interno della bottiglia.

Per avere degli ottimi risultati nella difesa delle coltivazioni arboree, le biotrappole dovranno essere appese sugli alberi posizionandole verso il sole (sud sud ovest) a un’altezza che può variare di 1-2,5 m, considerando una bottiglia per albero.

Sono state coinvolte n° 30 aziende olivicole ricadenti nei comuni di: Ribera, Sciacca, S. Margherita del Belice, Menfi, Cianciana, Bivona, Palma di Montechiaro. Burgio, Sambuca di Sicilia, Agrigento, Licata.

 

 

 

MISURA- 2.B

Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura, basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e la sorveglianza

 

 

Attraverso la misura 2B è prevista l’attività di informazione e divulgazione delle norme tecniche contenute nel disciplinare, presso i soci, i quali acquisiranno le necessarie conoscenze nella conduzione pratica degli oliveti.

Alle aziende aderenti all'azione, viene svolta attività di assistenza specialistica finalizzata all'applicazione delle procedure contenute nel disciplinare collettivo di produzione integrata. Alle aziende aderenti verrà fornita opportuna documentazione di supporto, svolgendo attività d'informazione e divulgazione delle norme tecniche contenute nel disciplinare.

Per ciascuna azienda selezionata sono stati analizzati dei punti critici (Analisi Criticità Aziendale). Discorso analogo è stato fatto per l’areale di competenza oggetto di miglioramento (Analisi Criticità Areale).

 

Le linee guida del DTP (Disciplinare tecnico di produzione) contengono le seguenti indicazioni:

Mantenmento dell'agrosistema naturale;

Gestione del terreno;

Controllo delle infestanti;

Gestione dell'albero e della fruttificazione;

Concimazione;

Protezione della coltura;

 

Le aziende coinvolte sono oggetto di visite in campo periodiche. Dalle risultanze degli stessi incontri vengono predisposti i comunicati tecnici .

 

 

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